Intervista a Mariano Di Vaio

a cura di Andrea Occhionero

 

Entra sorridente nella sede di via Parenzo della Luiss Guido Carli e stringe con entusiasmo la mano agli studenti: è Mariano di Vaio, 27 anni, umbro e con ben 5,5 milioni di followers su instagram. Influencer, fashion blogger, modello, imprenditore: non ha certamente bisogno di presentazioni. Ma nonostante il suo successo internazionale non si dà arie, parla senza presunzione, sembra quasi uno di noi. Non è la prima volta che tiene una conferenza in un’università, ma si dice onorato di essere stato invitato alla Luiss. Prende parte così alla conferenza organizzata da All Around e siede accanto al fashion lawyer Nicola Lanna, suo avvocato – e tra l’altro anche cognato -, il dottor Alessandro Iovino, scrittore e giornalista napoletano, il Prof. Luca Pirolo, direttore del Master Luiss in Fashion Management, e Luigi Sacco, presidente dell’ associazione che ha organizzato l’evento. Di grande innovazione sono stati gli argomenti trattati dall’ avvocato Lanna, un grande spunto per noi giuristi della Luiss, tra cui il diritto di immagine e la riconoscibilità del brand, mentre il direttore del master Luiss ripercorre con Mariano le tappe fondamentali della sua carriera, entrando nel vivo del mondo imprenditoriale. “Quando si parte dal basso sia ha la mania di pensare che si possa far tutto da soli, invece la bravura dal punto di vista imprenditoriale è rendersi conto delle figure delle quali abbiamo bisogno”, dice Di Vaio, a cui va sicuramente il merito di aver saputo interpretare lo spirito del momento e capire in che direzione stava andando il mondo. Madama Louise ha avuto l’onore di intervistarlo.

 

Oltre ad essere un fashion blogger, anzi il Top Influencer della moda maschile n1 al mondo, come recita il riconoscimento ottenuto a Berlino, lei è  anche un imprenditore. Ha un suo brand, una sua linea e nel 2013 ha avviato un e commerce,  NOHOW. Quanti giovani lavorano nella sua azienda?  

14 persone, e il numero è destinato ad aumentare. Sono davvero felice del mio team, sono tutte persone giovani e dinamiche, che hanno tanta voglia di fare e che trattano l’azienda come se fosse la loro!

Perché ha deciso di puntare sui giovani? 

Perché la mia è una realtà in continuo cambiamento, e le persone giovani reagiscono al cambiamento in maniera molto positiva, con spirito di adattamento . Per questo ho preferito puntare su persone che, pur avendo meno esperienza dei cosiddetti “senior”, siano disponibili a crescere insieme all’azienda, con freschezza e dinamicità.

Perché ha scelto Perugia e non Milano come sede della sua azienda?

Ho voluto puntare sul mio territorio umbro un po’ per spirito patriottico -valorizzare il territorio c considero casa mia ed investire su di esso è molto importante per me – un po’ perché qui nel centro Italia, in realtà, c’è molto su cui puntare: storiche aziende produttrici di tessuti, l’impronta del Made in Italy, il rispetto della natura e dei suoi spazi, il lavoro eco – sostenibile. Essendo l’ Umbria una piccola realtà, è più facile mantenere intatti tutti questi principi.

Definisce nella sua piattaforma il suo brand come un punto di incontro tra il grigio e il cemento dell’ultramoderna New York e il verde dei parchi dell’elegante Londra. E invece, Perugia e l’Umbria dove si collocano in tutto ciò?

Esattamente al centro. Nonostante tutte le mie esperienze , da Londra a New York, sono sempre tornato nella mia città. Credo sia connubio perfetto tra città e paese, un luogo di pace ma non per questo spento: è pur sempre una città universitaria, un mix di culture e di etnie. La vivibilità di Perugia e per questo è il luogo ideale per ospitare NOHOW.

Quanto contano le sue origini nel suo stile e nella sua moda?

Le mie origini hanno fatto di me quello che sono, ma non sono tutto: il mio stile si basa non solo sulle mie esperienze passate, se pur di vitale importanza, ma anche su tutte quelle influenze che capto e interpreto ogni volta che viaggio in una nuova città. Quando in viaggio cerco di assorbire come una spugna tutto ciò che mi sembra interessante, per poi reinterpretarlo e rielaborarlo secondo l’MDV Style.

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