Università e opportunità

a cura di Camilla Zappia

 

Iscriversi alla LUISS è un duro banco di prova. Dovrai affrontare sessioni talmente brevi che i tuoi colleghi di altri atenei addirittura giustificheranno, perché tanto, per fare un bonifico o strappare un assegno e comprare un esame, non ci vuole poi tanto. Dovrai iniziare lezioni ed esami prima della maggior parte degli altri studenti universitari, perché sì, la nostra sessione di Settembre comincia ad Agosto e le prime lezioni dell’anno accademico insieme alla scuola. Dovrai subire pregiudizi, vedere svalutato il tuo lavoro e la tua fatica, essere preso di mira perché “figlio/a di papà”. Come se questo non bastasse, ci sarà sempre chi ti chiederà, con curiosità o più spesso con malizia, perché la LUISS. Allora non dovrai raccontare della preparazione dei professori, delle esperienze internazionali con partner d’eccezione, dei corsi e dei master di livello. Dovrai parlare di noi, di noi che ogni giorno ci svegliamo e pensiamo a cose in grande per la nostra università.
Così si è svegliato circa dieci anni fa un nostro collega con un’idea azzardata, il Progetto Europeo, volendo portare gli studenti a visitare le istituzioni europee con sede a Bruxelles e quelle internazionali con sede a L’Aja. La lungimiranza di questo progetto promosso dall’associazione “All Around” è stata premiata, tanto che ormai è diventato una tradizione della LUISS tutta. Generazioni di allaroundini si sono passate il testimone dell’organizzazione dei due viaggi e quest’anno Ludovico Lenners in particolare, delegato fondi del progetto nell’anno accademico in corso, ma anche Sara Massaro ed Elisabeth Filippone-Thaulero, che invece sono state le organizzatrici dell’anno passato, mi hanno permesso di essere protagonista di tutto questo.
Non voglio dilungarmi sulle ansie, le preoccupazioni, le difficoltà che abbiamo riscontrato nei mesi precedenti alla partenza a livello burocratico-organizzativo. Ciò che invece mi preme sottolineare è il significato pregnante della parola opportunità che questo progetto mi ha insegnato. Innanzitutto l’opportunità di essere una studentessa -tra tanti, credetemi- che con il suo piccolo contributo ha dato alla sua università, che a sua volta le sta dando tanto, qualcosa di altrettanto bello. L’opportunità di interfacciarsi con un mondo vero e reale, non astratto come ci appare nei manuali, fatto di persone vere e reali, che ogni giorno sono lì, a Bruxelles o a L’Aja nel nostro caso, a lavorare per noi cittadini e che con entusiasmo sono state pronte a raccontarci “quello che sui libri non si legge”. L’opportunità di incontrare altri studenti, che prima che come studenti si sono fatti conoscere come persone, che hanno fatto loro questa esperienza, riempiendola di contenuto.
Perciò, quando ti chiederanno: “Perché la LUISS?”, tu rispondi: “Per l’opportunità”, di cui il Progetto Europeo ne è l’emblema.

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