L’ex luissina Diletta Leotta ospite alla prima di Sanremo.

a cura di Andrea Occhionero 

 

Scende le scale dell’Ariston da vera diva e colma subito quel vuoto dovuto all’assenza di vallette: è Diletta Leotta, ex studentessa di giurisprudenza alla Luiss Guido Carli, oggi giornalista Sky. Appare sicura e totalmente a suo agio davanti a 13 milioni di spettatori la conduttrice de “La casa della serie B”, in mise da gran soirèe rosso fuoco, rigorosamente Alberta Ferretti. L’unico vero abito da festival di Sanremo visto fin ora in quest’edizione, oserei dire.

Scherza sulla sconfitta della Fiorentina con Carlo Conti, racconta di come è nata in lei la passione per il calcio, per poi arrivare a parlare, senza troppa retorica o pesantezza, dello sgradevole accaduto di cui è stata vittima non molto tempo fa.

“Dopo una fase di forte sgomento, ho deciso di reagire” dice la Leotta, incitando sempre a denunciare questo genere di episodi. Affronta il tema della privacy e dell’hackeraggio, sottolineando “C’è poca conoscenza della materia, ma si tratta di un reato”. Né una parola di troppo, né un passo sbagliato: Diletta non sbaglia un colpo e alla classica domanda “Qual è la tua canzone preferita di Sanremo?” senza mai prendersi troppo sul serio risponde intonando qualche nota di ‘Sarà perché ti amo’.

Tuttavia non poche sono state le polemiche dovute ad uno spacco, a detta di alcuni, troppo alto. “Non puoi parlare di violazione della privacy con quel vestito e con la mano che cerca di allargare lo spacco della gonna” irrompe sui social Caterina Balivo, con un tweet piuttosto infelice che fa da apripista ad una serie di commenti ed articoli.

A fronte di un inutile polverone alzatosi così tra social e giornali, ci pensa la De Filippi a chiudere la questione. “Siamo nel 2017” tuona Maria in sala stampa, “è come quelli che dicono che se una ha la minigonna allora è giusto che venga violentata. Siamo tornati indietro. Una persona scrive un tweet così, senza tenere presente che quel nero su bianco conta”.

Personalmente, non ho trovato nulla di scandaloso in quell’ abito o in quella scalinata. Piuttosto , penso che quello della Balivo non sia tanto un giudizio sulla scelta dell’ abito, quanto un attacco fortemente personale. (Tranquilla Caterina, prima o poi anche tu verrai invitata al Festival!) Non basta essere dalla parte delle donne, come dice di essere Caterina Balivo, se poi si pensa che un discorso perda di credibilità se fatto da una donna che indossa un abito con spacco.
Diletta Leotta è stata vittima di cyberbullismo e hackerare il suo cellulare per poi pubblicare contenuti privati a sua insaputa è un atteggiamento tipico di uno squadrismo sessista e misogino. Scendere le scale con quell’abito è stata per Diletta una vittoria. Una vittoria contro una società ancora legata a concetti piuttosto retrogradi. Perché nel 2017 una donna non può avere il diritto di voltare pagina e sentirsi bella come più le va?

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