ASD LUISS: la nuova avventura nel Golf.

a cura di Irene Iantosca Marullo e Camilla Zappia

 

Come ben sappiamo, la LUISS, e più nello specifico la ASD LUISS, propone una miriade di opportunità per praticare attività sportive; dalla pallavolo al calcio, dal basket al nuoto, dal tennis alle danze caraibiche. Ogni attività è svolta con professionalità dagli allenatori e dai dirigenti e i ragazzi sono sempre più motivati a partecipare, visti i plurimi risultati positivi che si raggiungono. Paolo del Bene, il nostro direttore sportivo, sta spianando la strada per dare inizio ad una nuova attività: il golf.
Proprio per questo, il 13 maggio è stato organizzato il primo evento golfistico targato ASD LUISS, in cui vedremo professori, studenti e personale amministrativo giocare insieme o approcciarsi a questo meraviglioso sport per la prima volta.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare due esponenti importanti del mondo LUISS, che stanno lavorando per rendere possibile questo evento insieme a Del Bene e che parteciperanno alla gara del prossimo venerdì; ci hanno raccontato la loro esperienza nel golf e spiegato perché per loro è così importante praticarlo, la dottoressa Federica Capone, Dirigente Responsabile della Ricerca e della Didattica e il professor Roberto Pessi, professore di Diritto del Lavoro e prorettore alla Didattica.

 

Innanzitutto, qual è la sua esperienza con lo sport e in particolare con il golf.
C. Secondo me lo sport ha un altissimo valore formativo, per cui è molto importante che tutti i ragazzi ne pratichino uno, sia per un interesse fisico, sia mentale, perché ci sono molti sport che aiutano a lavorare in gruppo e alla collaborazione. In particolare, il golf aiuta alla concentrazione e a mantenere una capacità di self control importante, bisogna ricordare molte regole tutte insieme per raggiungere il proprio obiettivo. Ho iniziato a 11 anni, lo praticavo insieme ai miei genitori, ma ero piccola e mi annoiava terribilmente, così ho smesso, riprendendolo, però, qualche mese fa. È uno sport che sicuramente ha bisogno dei suoi tempi, non è immediato, fare anche solo 9 buche toglie molto tempo, ma sono convinta che si possa conciliare tutto, qualsiasi sport a livello agonistico occupa tempo, ma molte volte sono proprio questi ragazzi che ottengono i risultati migliori nello studio, perché più cose si fanno e più ci si riesce ad organizzare.
P. La mia esperienza con lo sport è nata da quando ero ragazzo, mio padre e mio nonno erano dei cavalieri, quindi la mia prima esperienza è stata l’equitazione. Poi, purtroppo, ho avuto un incidente in gara e ho smesso di montare a cavallo. L’altro sport di gioventù è stato la vela, ma mia moglie non lo apprezzava molto, quindi, per mandare avanti un matrimonio che dura felicemente da quarantacinque anni, ho dovuto rinunciare. Poi, per una serie di circostanze particolari, ormai qualche anno fa, ho incontrato il golf, che è uno sport che ho amato, si vive nella natura e, soprattutto, è caratterizzato, se preso nel modo giusto, dalla circostanza che non si combatte o si gareggia contro gli altri, ma si gareggia contro il campo di gioco. In più si porta avanti anche in età più avanzata, io stesso riesco a fare le mie nove buche e per me è un momento di distrazione e serenità e mi dà ancora la sensazione di essere vivo e, a sessantotto anni, l’idea di essere vivo a me non dispiace per nulla, per questo faccio il golfista.

Quanto è importante l’ambito sportivo nell’università.
C. E’ fondamentale per la crescita e lo sviluppo degli studenti; ora è in piedi questo progetto col professor Pessi e con Paolo Del Bene, la LUISS Sport Academy, poichè vogliamo che lo sport sia a tutto tondo dentro l’Università, sia per chi lo pratica a livello agonistico e non, sia per quanto riguarda lo studio, dal management sportivo, al marketing o al diritto dello sport. Come vediamo in moltissime università oltreoceano, lo sport diventa una realtà fondamentale, ed anche nell’employment, molti preferiscono ragazzi che vengono dallo sport agonistico, perché dimostra la capacità di saper affrontare determinati sacrifici per conciliare e organizzare la propria vita.
P. Secondo me è molto, molto importante e il mio obiettivo è che tutti i ragazzi facciano sport, naturalmente secondo le vocazioni e secondo le caratteristiche. Inizialmente mi sembra che la LUISS abbia puntato molto su sport di squadra molto popolari, però penso che vadano valorizzate tutte le esperienze sportive. Lo sport deve essere un elemento essenziale nell’Università, da qui la LUISS Sport Academy.

Come vede uno sport così esclusivo associato alla nostra Università.
C. Oggi non è ancora uno sport per tutti, ma sto notando moltissimi ragazzi, anche nel Circolo in cui gioco, che lo praticano insieme e si divertono. Questa prima gara di golf è fatta proprio con questo scopo, per cercare di capire quanti ragazzi praticano già questo sport e per capire se si possa arrivare ad una squadra LUISS.
P. Il golf penso sia ormai diventato uno sport molto popolare, addirittura in Cina, è diventato obbligatorio in tutte le scuole. Negli stati uniti c’è un numero di golfisti impressionante. È la seconda Federazione con più iscritti nel mondo, e penso che avrà una caratteristica tutta particolare per l’Italia, infatti nessuno poteva sperare che Roma, con i suoi campi modesti e datati potesse ospitare la Ryder Cup, l’evento golfistico più importante, che vede sfidarsi Europa e America dal 1927, cosa che invece accadrà nel 2022, che darà parecchia visione al nostro Paese.

Lei pensa che il golf possa sviluppare capacità utili, non solo nell’ambito prettamente sportivo, ma anche in quello lavorativo.
C. Sono convinta di sì, è uno sport di contatti, quindi uno sport in cui si entra in contatto con moltissime persone, dunque si lavora parecchio in ambito sociale, per esempio ci sono parecchi tornei e gare che sono fatte per avvocati, piuttosto che nell’ambito aziendale, quindi spesso, negli studi professionali, vogliono avere bravi golfisti proprio per partecipare a questi tornei ed arrivare in ottime posizioni. In più, è un gioco che, soprattutto nella parte del putt, necessita fermezza e concentrazione, quindi il fatto di riuscire ad imbucare un put decisivo per la vittoria, viene vista quasi come una soft skills.
P. Dobbiamo iniziare a pensare che lo sport è una parte fondamentale del curriculum individuale di ciascun ragazzo, perché dà identità, sensibilità e sicurezza, in più, le multinazionali hanno una particolare attrattiva per il golf. Alcune aziende fanno la selezione in base al curriculum sportivo, ho delle esperienze abbastanza interessanti da Prorettore; ho visto ragazzi privilegiati sul piano dell’offerta del tirocinio o addirittura lavorativa, ci sono aziende, che, quando vedono un golfista, che è molto meditativo, lo selezionano per questa caratteristica. Ricordo sempre la frase del libro di un politologo americano che ho letto anni fa in un viaggio, che recita “Non si può fare il Presidente degli Stati Uniti se non si gioca a golf”. Penso sia uno degli sport che sul piano del curriculum arricchisce di più.

Pensa che un campo da golf sia un buon modo per interagire tra studenti e professori.
C. Assolutamente si, parecchi ragazzi si confrontano con professionisti, per loro diventa un momento di formazione sul campo, perché oltre a formarsi sullo sport, hanno poi la possibilità di discutere e di conoscersi, poi magari di vedersi anche fuori dal campo.
P. Ho immaginato di giocare a squadre tra studenti e professori, proprio per creare un ambiente in cui tutti siano utili, in cui il più forte aiuta il più debole e viceversa, poiché quelli con un handicap migliore portano la palla in green, mentre quelli che apparentemente sono meno bravi, riescono ad imbucare subito, permettendo alla squadra di vincere.

Cosa ne pensa dell’iniziativa in generale.
C. Ottima iniziativa, che serve a vedere quanti nel mondo della LUISS già praticano questo sport, per fare in modo che ci saranno altre iniziative del genere per far avvicinare i ragazzi a questo mondo e per fare in modo che si crei una vera a propria squadra.
P. Dovrebbe essere un’esperienza simpatica, in cui tutti si divertono e in cui si copre il valore dello sport come momento di prova di se stessi, ma anche di relax e divertimento. Il mio sogno è di far avvicinare al golf tutti quelli che non lo praticano, quindi l’iniziativa è finalizzata, innanzitutto, a lanciare questo sport e mi aspetto, grazie anche a Madama Louise, che ci siano tante mail a me, alla Capone e a Del Bene, di ragazzi che ci chiedano di imparare. Sicuramente organizzeremo delle lezioni di golf e poi anche il putting green, naturalmente, che, secondo me, si può fare anche qui in LUISS, magari anche solo per divertirsi o, magari, costruendolo con criterio, per allenarsi all’approccio al campo.

Ringraziamo la dottoressa Capone e il Professor Pessi per averci concesso il loro tempo.

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