“SEX, DRUGS AND ROCK N’ ROLL”, ITALIA PAESE RETROGRADO ?

A cura di Francesco Kühne
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“Sex,drugs and Rock n’ Roll” è il famoso titolo di uno dei brani più famosi di Ian Dury diventato ormai titolo noto a tutti. Proprio in questa frase si può intravedere quello che è l’argomento cardine da analizzare in questo nostro Paese retrogrado per mentalità e visioni avente un futuro per il quale non siamo forse poi così pronti. Le dinamiche di mercato cambiano, i nuovi prodotti spopolano e i soldi girano ma nel tutto non si vede mai la famosa “terra promessa”, le lamentele che sentiamo sono sempre le stesse e non si parla mai dei GRANDI problemi della nostra società, quelli ormai irrisolvibili. Si parla di quelle piccole cose che renderebbero l’Italia migliore: cosa? Semplice: Rifacimento di strade, condotte, restauro di opere pubbliche e miglioramento di servizi; ovviamente non sussistono i fondi necessari. Ecco dunque la soluzione adottata già da tanto altri Peasi del Nord Europa e dataci da Dury, e non parlo del Rock (in quel campo di Inglesi e gli Americanni hanno vinto ndr), parlo di Sesso e Droga. Da anni si sono rivelate si una fonte di guadagno anche in tanti paesi europei ma anche uno strumento estremamente complicato da gestire, prendiamo come esempio più classico la città che è da sempre il simbolo di quanto detto: Amsterdam. Quella della Politica della tolleranza dei Pesi Bassi risulta essere l’esempio stesso di come si viene a dover gestire legalmente il commercio di stupefacenti. Partiamo dallo smentire la concezione generale che vede Amsterdam come il paradiso dei narcotici, così non è. La legge infatti prevede una netta distinzione in due categorie: le droghe  c.d. “pesanti”, il quale commercio e assunzione rimangono illegali, e le droghe “leggere” la cui vendita per il consumo è strettamente controllata ponendo il divieto di vendita a minori di anni 18 e l’impossibilità per gli stessi di entrare negli appositi coffee shop, oltre all’impossibilità di vendita di quantità superiori a 5 grammi AL GIORNO a individuo. Analizzando le statistiche, nei Paesi Bassi il 9,7% dei giovani ragazzi consuma droghe leggere una volta al mese, livello non paragonabile a quello italiano (28,9%) e tedesco (20,9%). La politica della tolleranza porta ovviamente, oltre che a nette limitazioni al consumo giovanile che in tal modo risulta più controllato, anche a maggiori profitti mediante l’apposito sistema tributario imposto (700 coffeeshop legali hanno versato al Fisco circa 400 milioni di euro!). Solo di imposte dirette, sia ben chiaro,  giacche’ non devono pagare l’Iva. Passando ad esaminare invece le “case chiuse” e le statistiche fornite su un piano di guadagni Statali risulta una situazione analoga, ma non solo tasse in questo caso. Versati ab initio è il denaro per la locazione degli immobili destinati allo svolgimento di queste attività, che può oscillare da un minimo di 75 fino ad un massimo di 150 euro al giorno. Segue una serie di spese per i controlli sanitari, passando anche per quelli che dal 2012 sono i nuovi “orari lavorativi” imposti dallo Stato Olandese. Il sistema dunque esiste e funziona in ambedue gli ambiti con introiti che posso essere più o meno alti, ma restano pur sempre profitti e solo molto raramente divengono perdite. Il tutto sotto l’occhio vigile dello Stato e dei suoi funzionari, in un sistema giuridico ben costituito da apposite norme. Perche’ in Italia non si può applicare un sistema simile? Le risposte sono multiple e variegate: sotto un punto di vista strettamente normativo potremmo osservare la lentezza dello Stato nel costituire un programma solido, l’incapacità di venirne ad attuare precetti e a sottrarre alla malavita ciò che ormai è uno dei SUOI settori di maggior profitto. Aa non è sempre colpa dello Stato, il detto “fuori piove governo ladro” non può e non deve sempre trovare facile base,  l’italiano medio non si interessa, non vede di buon occhio o non vuol vedere una possibilità come questa, siamo un popolo fossilizzato sulle nostre visioni e convinzioni date anche da TROPPI anni di sottomissione ad un potere diverso da quello statale e con visioni troppo ristrette. Siamo un popolo che vive per la domenica pomeriggio, per le partite di calcio e per Miss Italia non per altro; un popolo che da anni si da “la zappa sui piedi” lamentandosi di colore che sono al Governo ma avendoli eletti poco più di 1 mese prima. Conclusioni? Non ne esistono di concrete, esiste l’attuale realtà troppo statica che non dà spazio alle innovazioni concrete ma solo a piccoli frammenti di speranza, per un Paese arenato che tenta disperatamente di ripartire in un sistema Europa avviato ma forse mai partito.

 

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